Piovre #6: Mangia Milano

L’estate scorsa mi è successa una cosa: durante una cena con degli amici, sono stato introdotto al magico intrattenimento dei video dei consigli comunali. Io non so se avete confidenza, ma se siete nati in provincia come me, vi prego, andatevi a vedere i video delle assemblee dei vostri comuni. Non cazzeggiate! Per intenderci, per me che passo la vita tumulato in casa, i consigli comunali sono diventati un po’ i miei podcast motivazionali.

Povero Sala! Nell’ultimo consiglio faceva ‘na tenerezza: “Ho ritenuto un atto dovuto prendere le distanze dal cosiddetto ‘Salva Milano’, ma ciò non è una resa”. Ah, se lo dice lui, siccome aveva anche “minacciato” di dimettersi, se non fosse passato. Comunque, qualcuno da sacrificare ci vuole sempre, infatti Oggioni (ex presidente della Commissione Paesaggio) arrestato e Bardelli (ex Assessore alla Casa) dimesso. Le “mele marce” della faccenda, oltre al ddl in sé, che è rimasto bloccato in Senato.

“Le leggi che governano la materia urbanistica sono di difficile interpretazione”. Cazzo! Eh, in effetti sono un casino, d’altronde non ci si può aspettare altro dagli esponenti del Comune di Milano. (?)

‘Sta Salva Milano è il tipico cumulo di merda e soldi all’italiana: i condomini del civico 13 di Piazza Aspromonte contestano la costruzione di un edificio in un’area che sarebbe un cortile, ma che la Commissione Paesaggio ha definito “spazio residuale” (complesso “Hidden Garden”). Dall’inchiesta, ne seguono a ruota altre: la Torre Milano in via Stresa, le Park Towers a Parco Lambro, le palazzine in via Lamarmora e in Via Crema, il progetto Bosconavigli in via Cristoforo e la riqualificazione di Piazzale Loreto (che, per altro, sembrerebbe proprio un bel posto per un grattacielo…). In tutto, i progetti bloccati sono 150.

La procura di Milano indaga da due anni sulla costruzione di palazzi, progetti chiave nel piano di rigenerazione urbana, basato sullo sviluppo verticale della città. Questi lavori sarebbero stati fatti passare come lavori di ristrutturazione, che, secondo il piano regolatore del Comune di Milano (2020), non obbligano alla realizzazione di servizi aggiuntivi, come parcheggi o aree verdi, da rimodulare in base alle differenze con l’opera pregressa, ma anche all’incremento degli abitanti. Tutto questo è stato possibile tramite un piccolo gioco di prestigio chiamato “Scia” (Segnalazione certificata di inizio attività), che permette l’accelerazione burocratica, dedicata però ai soli lavori di manutenzione o a opere minori.

Nel Luglio 2024, i deputati Aldo Mattia (FdI), Gianpiero Zinzi (LSP), Piergiorgio Cortelazzo (FI) e Martina Semenzato (NM) presentato alla Camera il ddl Salva Milano, votato poi a Novembre anche da PD, AZ e IV. E quando si mette d’accordo l’80% del Paese, immaginatevi la mangiatoia…

E pure il nome è tutto un programma: “Disposizioni in materia di piani particolareggiati o di lottizzazione convenzionata e di interventi di ristrutturazione edilizia connessi a interventi di rigenerazione urbane”, “supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, la meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche, hardware, quelle cose lì, proprio strumenti di precisione per una svolta magari futura, anche della meccanica, non so se mi spiego…”. Sembra proprio un bel cazzo di giro di parole per evitare di dire “condono”.

La soluzione definitiva ad un problema così ampio, quello dell’abuso edilizio milanese, una bella legge ad personas e liberi tutti! Berlusconi sarebbe fiero di voi.